Caduta stagionale dei capelli: quanto dura, cosa può accentuarla e quando non va sottovalutata
Con l’avvicinarsi dell'autunno molte persone notano un aumento dei capelli lasciati sul cuscino o raccolti nella spazzola, un fenomeno che genera spesso preoccupazione ma che, nella maggior parte dei casi, rientra in un normale ciclo biologico.
Di cosa si tratta e quanto dura
Il capello segue un ciclo composto da tre fasi distinte, ovvero crescita, riposo e caduta. In autunno, complice spesso una risposta ritardata all'intensa esposizione solare estiva, una percentuale più ampia di follicoli entra contemporaneamente nella fase di caduta, dando origine a un effluvio (caduta di capelli) più evidente rispetto ad altri periodi dell'anno.
Questo fenomeno tende a manifestarsi generalmente tra settembre e novembre e, in condizioni fisiologiche, si esaurisce spontaneamente nell'arco di alcune settimane, senza lasciare segni di diradamento permanente. Il capello caduto viene infatti sostituito da uno nuovo, poiché il follicolo pilifero resta attivo e continua il proprio ciclo produttivo.
Fattori che accentuano la caduta di capelli
Sebbene la componente stagionale rappresenti la causa principale, alcuni elementi possono amplificare la percezione o l'intensità del fenomeno. Lo stress accumulato, per esempio, agisce sull'equilibrio ormonale e può interferire con la normale ciclicità del follicolo, prolungando la fase di caduta oltre i tempi abituali.
Anche il cambio di stagione in sé, con le variazioni di temperatura e di umidità, incide sulla salute del cuoio capelluto, così come alimentazione poco equilibrata o carenze nutrizionali specifiche, che possono privare il capello delle risorse necessarie per una crescita regolare.
Tra i fattori esterni rientrano inoltre trattamenti chimici aggressivi, come colorazioni frequenti o decolorazioni, ed esposizione solare intensa senza adeguata protezione, elementi che rendono più fragile la fibra capillare e ne compromettono la resistenza.
Cosa fare
Per sostenere il capello durante questa fase, vengono spesso indicati alcuni principi attivi reperibili in integratori o lozioni specifiche:
- la biotina, coinvolta nei processi di cheratinizzazione;
- lo zinco, che partecipa alla sintesi proteica del follicolo;
- gli aminoacidi solforati, componenti essenziali della cheratina stessa.
Il farmacista può orientare nella scelta della formulazione più adatta.
Quando serve attenzione
Distinguere l'effluvio stagionale da forme più persistenti di diradamento richiede l'osservazione di alcuni segnali.
Se la caduta si protrae oltre i tre mesi, o se si accompagna a un evidente assottigliamento della chioma, con zone del cuoio capelluto più visibili, è opportuno non sottovalutare la situazione.
Altri campanelli d'allarme includono prurito persistente, arrossamenti o desquamazione del cuoio capelluto, poiché potrebbero indicare una condizione dermatologica sottostante che necessita di un trattamento specifico. Anche cambiamenti ormonali importanti, come quelli legati a tiroide, gravidanza o menopausa, possono manifestarsi inizialmente attraverso un effluvio più intenso del solito.
In questi casi, rivolgersi a un dermatologo o a un tricologo consente di individuare la causa reale e impostare un percorso adeguato, evitando di affidarsi esclusivamente a rimedi generici che, se la causa è diversa da quella stagionale, rischiano di non produrre risultati apprezzabili nel tempo.
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